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La presente Sezione fa il punto in questa prima fase delle ricerche su uno dei siti archeologici più importanti del Mezzogiorno, quello di Grumentum collocato nel cuore di una delle più importanti aree interne della Basilicata, la Valle dell’Agri.

La Colonia romana dell’antico centro è rapportata alle conoscenze attuali e viene illustrata attraverso opere di vario tipo: da quelle di taglio turistico a quelle di taglio scientifico con opere e saggi di studiosi della materia.

Gli altri siti archeologici della Lucania antica (Venosa, Vaglio, Eraclea, Armento etc.) verranno trattati successivamente sulla scorta del materiale che si riuscirà ad acquisire sia da parte dei visitatori del Sito e sia di studiosi amici.

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Gli abiti popolari del 1700-1800 della Basilicata in questa sezione del sito appartengono in buona parte alla 'collezione lorenese delle Gouaches' ordinata alla fine del 700 dal re Ferdinando IV di Borbone ai pittori Belotti e Santucci, altri sono stati riprodotti da altri pittori come il Gatta, Pingret, de Simone, altri da cartoline dell'epoca e altri ancora da ricerche sul campo effettuate dall'autore del sito. Per i costumi ordinati da Ferdinando IV, Enzo Spera dice ' sono documenti di un popolo. ...che cominciava ad esistere come immagine', uscendo ovviamente dall'ombra.

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La Sezione raccoglie la sfida lanciata qualche tempo fa dalla Università di Basilicata che ha inteso redigere un Atlante linguistico della regione che fa capo al prof. Lorenzo Massobrio di Torino.

A noi più che gli aspetti fonetici dei vari dialetti, destinati inesorabilmente a modificarsi sotto l’incalzare della globalizzazione e della massificazione sonora dettata dalla televisione, interessa conservare l’eredità dei significati delle parole e le relazioni cognitive degli eventi storici e parastorici che le hanno generate.

Raccogliamo quindi il contributo di studiosi che già hanno scritto sui vari dialetti e di coloro che intendono segnalare novità o semplici trascrizioni, globali e non, del parlato dei loro padri e nonni.

Non c’è, a tal uopo, bisogno di nessuno sforzo di trascrizione con l’alfabeto fonematico ma di semplice traslazione usando il normale alfabeto.

La Storia di un luogo si può conoscere indagando le stratificazioni linguistiche che si sono sedimentate nel proprio dialetto.

Il contenitore delle varie espressioni linguistiche è il territorio che intendiamo illustrare in tutte le sfaccettature: antropiche, geografiche, produttive, geologiche.

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Il fenomeno dell’emigrazione di massa è iniziato in Basilicata appena dopo l’unità d’Italia, quale reazione allo sfruttamento dei ceti popolari messo in atto in quegli anni dal nuovo regime piemontese.

Le nostre comunità si sono impoverite non solo in termini demografici ma anche in termini di “umanità complessa” che rigenera il territorio.

Il potenziale umano trasferitosi all’estero ha impoverito non solo le famiglie, rimaste solo con donne e bambini, ma anche la civiltà complessiva delle Comunità.

E’ scopo di questa Sezione indagare nei fenomeni molto complessi che hanno interessato i nostri paesi e, per quanto possibile, portare alla luce anche singole storie di emigranti, con l’aiuto dei visitatori del Sito. Una singola storia può anche identificarsi con la storia della Regione.

Inoltre la dizione “Servizi agli emigrati” vuol significare che, nell’ambito del possibile, si potrà fornire a chi ci scriverà dall’estero anche notizie e chiarimenti relativi alle loro famiglie o ai luoghi d’origine.

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Per chi voglia conoscere non superficialmente la storia della Basilicata nel suo complesso e quella municipale dei singoli Comuni deve dare uno sguardo a questa Sezione del Sito.

Essa comprende, nella loro versione integrale, le opere dell’autore del Sito, ma anche quelle di amici che gli hanno concesso l’onore di mettere sul web, in versione scaricabile, il loro lavoro.

La Sezione parte dai Comuni della Valle dell’Agri, in primo luogo Grumento Nova (di cui è originario l’autore) a cui sono dedicati molti lavori, e poi si allarga alla storia degli altri Comuni della Val d’Agri e a quella complessiva della Regione.

Essa è scrutata nelle varie epoche e nelle varie dinamiche evolutive.

Non ci si ferma ad un solo aspetto dell’analisi storica ma abbraccia e sviscera i nodi cruciali dello svolgimento della civiltà del popolo lucano.

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Si dice che la Storia ha un’anima profonda che va conosciuta e perlustrata se si vuole spremere il succo vitale di una civiltà.

Tale succo vitale è rappresentato dalle tradizioni popolari che hanno sempre viaggiato all’unisono con i grandi avvenimenti politici e geopolitici.

L’antropologia culturale, che oggi rappresenta una scienza a se stante, in genere affascina tutti coloro che vogliono conoscere le radici profonde ed esistenziali della loro vita.

In ragione dell’appropriazione del vissuto secolare che scorre nel subconscio di ognuno si approda alle ragioni profonde del proprio sapere e del proprio vissuto, conscio o inconscio.

La sacralità dei costumi e degli usi relativi al territorio, agli affetti, ai sentimenti, agli amori, alla famiglia trovano il suggello pregnante nei “Canti popolari”.

Essi tagliano trasversalmente tutte le conoscenze che l’uomo ha di sé e del suo passato.

In questa Sezione raccogliamo le espressioni paritetiche dell’esplosione o dell’implosione di conoscenze fissatesi sul pentagramma della spontaneità popolare.

In Basilicata, dell’Ottocento, rimangono solo i Canti popolari di Saponara, Moliterno, Spinoso e Latronico.

Si invitano tutti i visitatori a far pervenire al Responsabile del Sito Canzoni popolari trasmessesi anche solo oralmente: sarà citata la fonte e la localizzazione geografica.

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